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Caschi Antinfortunistici, Caschi da Lavoro ed Elmetti: Protezione del capo per tutte le esigenze.

Tra i dispositivi di protezione (DPI) da utilizzare sul posto di lavoro, occupano una importanza centrale quelli che consentono di proteggere il capo, ovvero i caschi antinfortunistici o caschi da lavoro, gli elmetti da lavoro e i caschi di protezione (normativa di conformità EN 397). Si diversificano per il soddisfacimento di requisiti tecnici che li rendono idonei ad uno specifico contesto di utilizzo come ad esempio il casco antincendio per Vigili del Fuoco (normativa EN 443) oppure l’elmetto dielettrico (normativa EN 50365) con particolari proprietà isolanti per i lavori elettrici sotto tensione. Gli elmetti, i caschi antinfortunistici e i caschi da lavoro proposti in questa sezione sono spesso compatibili con l'utilizzo di altri DPI come ad esempio cuffie antirumore e visiere per aumentare ulteriormente il livello di protezione qualora fosse necessario. Potrete trovare il tipico casco antinfortunistico o elmetto da cantiere, oppure caschi antincendio, elmetti tecnici, elmetti con visiera, caschetti tecnici tipo alpinismo, elmetti dielettrici tutti ai migliori prezzi.


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Elmetti da lavoro: normativa e caratteristiche tecniche

In questa sezione ti spieghiamo tutto ciò che concerne gli elmetti da lavoro: normativa, tipologie di protezione e specifiche tecniche degli elmetti protettivi per l'antinfortunistica sul lavoro.

La scelta dell'elmetto antinfortunistico adatto deve partire da un'analisi dei rischi presenti nell'ambiente di lavoro, come stabilito dal D.lgs 81/08. I rischi di infortunio da cui proteggono i caschi da lavoro sono i seguenti:

  • Caduta di materiali, urti o impatto con il suolo, schiacchiamento o perforazione (rischio meccanico)
  • Scariche elettrostatiche (rischio dielettrico)
  • Condizioni climatiche sfavorevoli: pioggia, vento, freddo pungente, raggi uv e insolazione
  • Getti incandescenti di liquidi di varia natura (acqua, oli, acidi, ecc), schegge, scintille, braci ardenti o metalli fusi
  • Visibilità ridotta

A seconda dei rischi del luogo di lavoro, pertanto, l'elmetto di protezione antinfortunistica scelto avrà protezione meccanica contro urti e penetrazione di oggetti acuminati o impigliamento dei capelli in parti meccaniche in movimento, protezione e isolamento dielettrico, protezione da freddo, intemperie e potenziali ustioni da raggi UV, e protezione da fuoco, fumi dannosi e schegge incandescenti per la gamma di caschi antincendio, e protezione anticaduta con alta resistenza della cinghia sottogola, per i caschi alpinismo.

Gli elmetti antinfortunistici sono da utilizzare in combinazione con altri DPI quali ad esempio le cuffie antirumore e le visiere protettive (ma si trovano anche caschi da lavoro con visiera a scomparsa), motivo per cui gran parte dei caschi in commercio sono predisposti per l'aggancio di cuffie o per indossare al di sotto imbottiture di protezione.

Caratteristiche importanti da prendere in considerazione nella scelta del casco antinfortunistico sono comfort ed ergonomia del DPI, per non compromettere le prestazioni lavorative durante il suo utilizzo: peso, taglia adatta e presenza di sistema di ventilazione interno sono spesso requisiti da non sottovalutare. Inoltre, è necessario preservare il più possibile l'integrità del casco di protezione, con controlli regolari.

Di seguito, le principali normative di riferimento per gli elmetti da lavoro:

  • EN 397: 2013 riguardante gli elmetti di protezione per l'industria : vengono definiti i requisiti di prestazione, i metodi di test e i requisiti per la marcatura da parte del fabbricante. La tipologia di protezione per cu sono designati è la caduta di oggetti e le conseguenti lesioni cerebrali e fratture al cranio. I test obbligatori a cui viene sottoposto il casco protettivo riguardano i seguenti aspetti:
  1. Impatto: l'energia trasmessa alla testa non deve superare i 5kN dopo la caduta di un oggetto di 5kg da 1 m d'altezza
  2. Penetrazione: la punta della massa di prova utilizzata (3 kg da 1 m d'altezza) non deve venire a contatto con il cranio
  3. Infiammabilità: il casco è esposto a una fiamma e non deve bruciare con emissione di fiamma per più di 5 secondi dopo lo spegnimento della fonte di calore. Le prove di impatto e penetrazione vengono eseguite a temperatura ambiente, a +50° e -10°.
  4. Test opzionali: resistenza alle temperature estreme (i test di impatto e penetrazione vengono eseguiti a +150°, -20° e -30°), proprietà elettriche (breve contatto accidentale con cavi elettrici sotto tensione fino a 440 V a.c.), deformazione laterale (deformazione massima del casco ≤40 mm), schizzi di metallo in fusione.
  • CEI EN 50365:2004 riguardante i caschi dielettrici per uso su impianti a bassa tensione: questa norma si applica ai caschi che devono essere utilizzati su installazioni con tensione fino a 1000V a.c. o 1500V c.c. Il test di isolamento elettrico è superiore e comprende maggiori requisiti rispetto al test previsto dalla norma EN397 per le proprietà dielettriche. La marcatura comprende numero di lotto + doppio triangolo + classe del DPI
  • EN 16471:2015 per i caschi antincendio boschivo protettivi contro schegge e braci ardenti in ambito di lotta antincendio forestale.  
  • EN 443:2008 per i caschi di protezione per vigili del fuoco, designati per le operazioni di spegnimento incendio in edifici e strutture
  • EN 12492:2012 riguardante i caschi alpinismo e i caschi per lavori in quotaLa normativa include test sulla resistenza e sull'efficacia di tenuta dell'elmetto per alpinismo, garantendo che lo stesso non venga rimosso inavvertimente, per mezzo del cinturino sottogola di sicurezza. Per rispecchiare la natura dell'uso, i test di impatto e perforazione vengono eseguiti su diversi punti intorno alla calotta.

I caschi antinfortunistici standard con protezione da urti, penetrazione e abrasioni hanno una calotta esterna in materiali ad alta resistenza quali l'ABS (Acrilonitrile Butadiene Stirene), un polimero termoplastico con resistenza all'impatto e notevole durezza, caratteristiche importanti in un DPI di tale categoria, e sono dotati di frontalino antisudore, bardatura a 4-6 punti di ancoraggio, sottogola regolabile con cinturino di sicurezza che si sgancia al raggiungimento di 25 kg, per evitare impigliamento dei capelli e rischi soffocamento. Alcuni modelli sono dotati di visiera a scomparsa in policarbonato resistente ai raggi UV.

Altre prorietà riguardano invece i caschi dielettrici, realizzati in materiali non conduttivi e con proprietà isolanti e i caschi antincendio forestale con protezione completa del volto e della testa grazie a visiera a rete integrata e altri DPI da usarsi congiuntamente: cuffie antirumore e occhiali protettivi.

Elmetti da lavoro: colori e cosa significano

La scelta dei colori degli elmetti da lavoro in un determinato luogo di lavoro è un elemento importante, sia per la sicurezza del personale che per ragioni organizzative e di gerarchia aziendale. Invero, per la sicurezza degli operatori, è necessario dotarsi di caschi con buona visibilità nell'ambiente, con colori il più possibile contrastanti con l'ambiente circostante: è il caso ad esempio degli operatori antincendio boschivo, che dovranno indossare caschi di colore arancione o rosso, per non contrastare con la vegetazione.

Nel caso invece dei cantieri, il colore dei caschi è invece un elemento distintivo dei ruoli del personale presente: operai, manovali e personale operativo dovranno indossare caschi di un determinato colore, mentre ausiliari, preposti, dirigenti, geometri, ecc, avranno caschi di colore diverso.



Gli elmetti di sicurezza sono DPI soggetti ad un'usura graduale nel tempo, che può essere più o meno accelerata in caso di urti o perforazioni particolarmente violenti accaduti anche in un singolo evento, o da abrasioni profonde. Allo stesso modo, un'errato utilizzo degli stessi può comprometterne la garanzia d'uso e le certificazioni protettive. Per questo motivo, è fondamentale prestare attenzione alla scadenza dell'elmetto di protezione.

Il tempo medio di vita tecnica naturale di un casco protettivo è 5 anni dalla data di fabbricazione, a condizione che lo stesso sia utilizzato in modo conforme alla normativa e alle indicazioni del fabbricante e che sia custodito in luogo idoneo. E' questo il caso sopratutto dei caschetti da cantiere in materiali termoplastici. La data di fabbricazione è stampata sulla calotta dello stesso insieme alla marcatura obbligatoria recante la certificazione e la categoria CE del DPI.

Il casco dopo 5 anni va obbligatoriamente revisionato, così come dopo un impatto particolarmente violento.